Chiese

 

LA CHIESA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE
GIA' CAPPELLA DELL'ANGELO CUSTODE


La bella, attuale basilica dell'Immacolata Concezione di Frattamaggiore si erge nel luogo, dove, nei tempi lontani, si trovava la « Cappella dell'Angelo Custode ». La quale pare sia sorta nel XIV secolo sulla strada detta allora « Pantano ».

Ma la prima menzione certa della « Cappella dell'Agnolo » si trova nella Santa Visita (15 Agosto 1621) (1) di Mons. Carlo Carafa, vescovo di Aversa. Doveva trattarsi di un Oratorio piccolo ed in disadorne condizioni. Ciò non ostante in questa Cappella già, sin dal 1623, si trovava la pregevole statua lignea dell'Angelo Custode, inoltre in essa fu sepolto, nel 1642, il grande patriota frattese Giulio Giangrande ed in essa, nel 1664, volle essere sepolto anche don Leonardo Durante, grande benefattore cittadino e fondatore dell'omonimo « Monte dei maritaggi » (2).
Della Cappella dell'Agnolo si trovano notizie anche nella Santa visita in data 23 Aprile 1698 nonchè, infine, in quella del 23 Agosto 1742 del cardinale Innico Caracciolo.
In essa (cappella), oltre alla statua dell'Angelo Custode e ad una vecchia statua della Vergine Immacolata, si trovava anche un piccolo battistero con una colonna marmorea, sulla quale si leggeva il seguente distico:


HIC NON JESUS AQUIS, SED AQUAE MUNDANTUR
UT FONTE HOC MUNDENT QUOS MACULAVIT ADAM.


Non Gesù è battezzato in queste acque, esse vengono qui benedette perché siano purificati gli uomini, nati con la colpa di Adamo.


Però in questa Cappella, come si ricava da alcuni processi (3) della Curia vescovile di Aversa, si verificavano talora fatti criminosi ed episodi di sangue.
Per questi ed altri motivi, come quello di essere « di forma irregolare ed angusta », la Cappella dell'Angelo Custode venne sempre poco curata e lasciata in condizioni precarie sino al punto da essere giudicato « il luogo poco conveniente ed adatto alle funzioni religiose ».
Ma proclamato finalmente, l'8 Dicembre 1854, il dogma dell'Immacolata Concezione da papa Pio IX crebbe il culto nel cuore degli abitanti dell'antico Regno di Napoli e quindi dei Frattesi, per cui si sentì il bisogno di costruire nella nostra città, che allora contava 13 mila abitanti, un nuovo tempio ampio, decoroso e bello. E perchè tale idea non restasse un pio desiderio destinato a sparite al cozzo con le prime difficoltà specialmente economiche, ecco che un gruppo di animosi, entusiastici concittadini, capeggiato da due sacerdoti (don Giovanni Micillo e don Stefano Spena), dopo alcuni sterili tentativi per ottenere la regolare autorizzazione dalle Autorità ecclesiastiche, senza altri indugi, nell'Aprile del 1855, posero mano alla demolizione della vecchia cappella (4).
Per la costruzione dell'attuale basilica, il cui disegno venne elaborato dall'Ing.re Gregorio Micillo cittadino frattese, furono necessari dieci anni, durante i quali la statua della Vergine Immacolata venne trasportata nella chiesa madre (parrocchia di S. Sosio) e, collocata in una scarabattola di legno dorato, fu sistemata nel sito antistante al luogo, dove ora si trova il Cappellone di S. Sosio, il quale allora non era stato ancora costruito.
In tutto questo lungo periodo di tempo si dovettero affrontare fortissime spese e fu davvero commovente lo slancio di alcuni nostri concittadini, per cui essi, non essendo sufficienti le oblazioni dei fedeli, concorsero ampiamente con denaro proprio, come il sig. Domenico Rossi il quale si obbligò a fornire « suis expensis » tutte le pietre necessarie ed i Sigg.ri don Aniello e don Arcangelo Rossi, i quali offrirono tutta la calce occorrente ecc.
Inoltre quattro sacerdoti si impegnarono a girare tutto il paese per chiedere oboli ed in tal modo si arrivò a raccogliere 50 ducati alla settimana ma, non bastando tale somma, essi, nel 1858, inoltrarono istanza per avere il permesso di fare la questua anche in Napoli e nei paesi vicini (5).
Tuttavia i lavori procedevano a rilento, per la qual cosa, il 17 Giugno 1860, il sindaco di quel tempo Francesco Muti fece deliberare dall'Amministrazione comunale di concorrere alla spesa con « la somma di 100 ducati annui sino al completamento del Tempio » ed inoltre venne stabilito che « se le finanze del Comune lo permetteranno, si aumenterà ancora tale capitolo ».
La presente chiesa dell'Immacolata fu benedetta ed aperta al pubblico il giorno 8 Settembre 1866 dal parroco Zaccaria del Prete, per delega di Mons. Domenico Zelo, vescovo di Aversa.
Prima dell'inaugurazione, allo scopo precipuo di migliorarla ed abbellirla, vennero acquistati dalla chiesa dell'Annunziata di Aversa i due grandi angeli di marmo, i quali si trovano attualmente nei corni dell'altare maggiore.
In seguito furono aggiunti i due altari, dedicati a S. Giovanni Battista ed a S. Maria di Loreto, i quali furono acquistati dalla chiesa di S. Sofia in Giugliano, altari dedicati attualmente alla Madonna Addolorata ed all'Ecce Homo.
Il 10 Aprile 1862 fu da don Francesco Rossi, rettore della chiesa, commissionato all'organaro Domenico Petillo di Napoli, il meraviglioso organo strumentale (giudicato dai competenti: un vero gioiello d'artee) per la somma, allora notevolissima di 1100 ducati da pagare a rate annuali in nome proprio.
Essendo poi, dopo alcuni mesi, morto don Rossi, il debito venne estinto dalla nipote, erede universale, donna Agnese Rossi.
Nel 1866 Vincenzo Pezzullo, seniore, faceva costruire a sue spese il pavimento con mattoni.
Nel 1867 il cav. Francesco d'Ambrosio, che poi fu sindaco della nostra città, donò, per voto alla Vergine i due candelabri di bronzo, che si trovano sulla balaustra dell'altare maggiore.
Dal 1890 al 1894 la chiesa dell'Immacolata funzionò da parrocchia a causa dei restauri indispensabili nella chiesa di S. Sosio. Per tutto questo tempo Mons. Carmelo Pezzullo concorse anch'egli e fece costruire, a sue spese, il fonte battesimale in marmo di Vitulano.
A Mons. Carmelo Pezzullo, seniore, si debbono pure gli affreschi della chiesa dell'Immacolata affidati a valenti pittori quali Serino, Cozzolino, ecc, il pavimento di marmo ed il complesso impianto dell'illuminazione elettrica.
Nel 1895 da Mons. Carlo Caputo, con un complicato rituale liturgico e con grande concorso di popolo si procedette alla consacrazione della chiesa dell'Immacolata, la quale venne dedicata anche ai santi Vitale, Costanzo, e Biagio.
E' merito precipuo della famiglia Pezzullo aver, in molte occasioni, sborsato denaro proprio, per far sì che le funzioni sacre si fossero svolte sempre con particolare solennità.
Difatti sono da ricordare specialmente le feste cinquantenarie della definizione dell'Immacolata Concezione, le quali vennero celebrate con grande pompa il 30 Aprile 1902.
Ed ancora più solennemente il 18 Dicembre 1904, essendo papa Leone XIII, fu, in seguito a decreto del Capitolo vaticano, incoronata con una cerimonia davvero memorabile la statua della Vergine Immacolata (n.d.r. Quest'anno ne ricorre il centenario). La corona di argento posta sul capo della Vergine, e che in origine era stata fatta dalla locale congrega dell'Immacolata ed a divozione dei fedeli, venne restaurata, magnificamente arricchita ed indorata a spese di Mons. Carmelo Pezzullo. Intorno ad essa si legge:


CARMELO PEZZULLO APOST. ECCL. RECTORE
SOSIO RUSSO, SYNDICO,
FRANCISCUS VENTO EPIS. A CAP. VAT.
DELEGATUS
SOLENNI RITU CORONAV1T.
III ID. DEC. MCMIV


Essendo Carmelo Pezzullo rettore della chiesa e Sosio Russo sindaco della città, il vescovo Francesco Vento delegato dal Capitolo vaticano incoronò solennemente (La Vergine) il giorno 11 Dicembre 1904.


Dal 10 Novembre 1908, per arricchire sempre più questo santuario di funzioni e pratiche religiose, gli eredi Rossi stabilirono l'annua celebrazione delle feste di S. Raffaele, della Madonna Addolorata, l'ottavario dei morti e la ricorrenza anniversaria del fu don Carlo Rossi.
Nel 1909, in seguito ad un Rescritto del papa Pio X, si ottenne il privilegio di potersi soddisfare in qualunque tempo il precetto pasquale.
Nell'istesso anno vennero eseguite le decorazioni pittoriche dall'artista Palumbo nella cona, nell'abside ed in altre parti della chiesa. Di questo pittore è degno di menzione specialmente il grande affresco dal titolo: Il Dogma dell'Immacolata Concezione, che si ammira sul muro alle spalle ed al di sopra dell'organo.
Il 14 Dicembre 1919 per l'attività e l'ininterrotto interessamento di Mons. Vincenzo Pezzullo si ebbe, mediante decreto, l'aggregazione di questo santuario (una ex septem) alla Basilica vaticana e nel 1922 fu istituito il Capitolo collegiale con fondi donati dal Sac. don Vincenzo Grimaldi, nostro concittadino e parroco di Grumo.
Il primo Priore della collegiata fu Mons. Vincenzo Pezzullo. Morto questo, quasi improvvisamente, fu nominato, il 25 Gennaio 1930, rettore il Sac. Federico Pezzullo (in seguito vescovo di Policastro Bussentino).
Attualmente a capo della basilica dell'Immacolata vi è il Sac. don Nicola Russo, protonotario apostolico.
E' doveroso segnalare che la chiesa in parola è una delle più belle ed importanti di Frattamaggiore sia per l'ampiezza ed il decoro dei locali che per la frequenza e divozione dei fedeli.


(((1) E' inesatta quindi la data del 10 Aprile 1622 dell'Anonimo cronista, di cui a pag. 171 della « Storia di Frattamaggiore » del Prof. Sosio Capasso.
(2) IL « Monte maritaggi» era costituito da somme di denaro, le quali venivano lasciate da alcuni benefattori per formare la dote e quindi maritare, secondo alcuni requisiti, fanciulle povere e per lo più orfane. In Frattamaggiore si trova traccia di tali lasciti benefici nell'epigrafe di Giovan Domenico Parretta del 1594, nel particolare « Statuto del Monte Durante », nel testamento olografo del poeta Giulio Genoino ecc.
(3) Da « Criminalium Immunltate » della Curia vescovile di Aversa:
- I) Scrittura n. 20 del 4 Aprile 1634: processo contro don Pietro dello Preite « per donne cattive et deliquenti nell'Oratorio dell'Angelo Custode ».
- II) Scrittura n. 46 dell'anno 1669 (Festa della Resurrezione): processo contro don V.zo Antonio Niglio « per violenza contro Andrea Granato nell'Oratorio dell'Angelo Custode ».
- III) Scrittura n. 71 del 1731 contro Simone dello Preite «per percosse con effusione di sangue in danno di Gennaro Romano nella Sacristia dell'Angelo Custode ecc. ».
(4) Per tale atto i Sac. Giovanni Micillo e Stefano Spena vennero puniti dal vescovo di Aversa di allora, Mons. Domenico Zelo, il quale li sospese « a divinis ».
(5) I sacerdoti collettori furono: Vincenzo Dattilo, Domenico Spena, Giovanni Micillo, Vincenzo De Francesco, Antonio Galeota e Vincenzo Spena.


Fonte: FRATTAMAGGIORE SACRA
libro di Pasquale Ferro
pubblicato nel 1974


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