LA CHIESA DI S. INGENUINO
È una bella chiesetta, che anticamente apparteneva alla famiglia Genoino, la
quale dimorava in un palazzo accosto ad essa.
Questa chiesa fu, per un certo periodo di tempo, interdetta dal vescovo
diocesano Mons. Antonino De Luca, perché passata dalla famiglia Genoino ad
altri, questi avevano fatto fabbricare alcune stanze al di sopra di essa.
Caduti in possesso del demanio i beni, che ne formavano la dote, la chiesa
correva il rischio di essere trasformata fino a scomparire.
Fu allora che il Sac. Carmelo Pezzullo fu Vincenzo, poi monsignore, la comprò,
la fece allargare, la restaurò fornendola di un nuovo altare di marmi colorati,
di un ciborio con portellina di argento, di un presbiterio, di arredi sacri
scelti, di un pavimento di marmo e persino di un piccolo organo (1) per le
funzioni sacre.
Inoltre il Sac. C. Pezzullo le donò una bella statua in legno di S. Ingenuino,
vescovo di Sabiona.
Il quale si trova nella nicchia centrale al di sopra dell'altare maggiore. In
altre due nicchie poi: in quella a destra c'è una statua di S. Antonio di Padova
per il quale i frattesi nutrono molta divozione; mentre in quella a sinistra si
osserva una statua di S. Giuda Taddeo.
Molto tempo addietro si notava nel pavimento della chiesa una pietra tombale,
che evidentemente doveva ricoprire un ipogeo con la seguente iscrizione:
HIC
UBI VIVENTES GENOINI
INTERPONEBANT EORUM GAUDIA CURIS
HIC
QUOQ. FAS FUIT UT MORIENTES
QUIESCERENT EORUM
OSSA SIMUL.
MDCXXXXVII.
E' giusto che là dove durante la vita i Genoino vissero uniti nella gioia e nei
dolori, nella morte le loro ossa riposassero insieme. 1647.
In questa chiesetta più che nelle altre è ricorrente l'idea della morte allo
scopo di ricordare agli uomini di essere migliori, dato il periodo più o meno
breve della nostra esistenza ed il nostro inevitabile ritorno nel nulla.
QUI SUMUS HIC, PULVIS FUIMUS, DE PULVERE NATI,
PULVERE SI NATUS TU QUOQUE, PULVIS ERIS.
Noi che siamo qui, fummo polvere, nati dalla polvere, Se anche tu sei nato dalla
polvere, polvere ritornerai.
Questo distico si trova inciso su di una lastra di marmo.
L'abate Giulio Genoino, nostro concittadino e celebre poeta dialettale
napoletano, fu cappellano di questa chiesetta, nella quale venne sepolto.
Sulla sua tomba si legge questa epigrafe:
A GIULIO DEI CONTI GENOINO
UNO FRA I POCHI DEL SECOLO XIX
PER LE DOTI DELLA MENTE E PER
L'ANIMO VERSO GLI INFELICI
CARITATEVOLE
MERITATAMENTE CELEBRE
DI CUI LE MOLTE VARIE OPERE IN PROSA ED IN VERSI
MASSIME L'ETICA DRAMMATICA
RENDERANNO PRESSO I POSTERI
IMMORTALE IL NOME
LE AFFETTUOSE NIPOTI
AGNESE E TEODORA GIANGRANDE
QUESTA LAPIDE
POSERO.
NACQUE IL 14 MAGGIO 1771
MORÌ A 7 APRILE 1856.
Di fronte a questa si trova un'altra tomba con un'altra epigrafe a Giulio
Giangrande, parente dei Genoino e solamente omonimo del vecchio gentiluomo
frattese, del quale al noto incidente dell'applicazione di una multa sul pomo di
argento sul bastone da passeggio, durante il servaggio baronale di
Frattamaggiore.
In un altro punto della chiesa si legge:
È CERTA LA TUA MORTE
INCERTO IL GIORNO E L'ORA,
VIGILA ED AVRAI LA SORTE
DEL GIUSTO ANCOR TU ALLORA.
Questa quartina fu composta dal Can.co Scotti-Pagliara, amicissimo del Genoino,
del quale pronunziò l'orazione funebre, quando le spoglie vennero trasportate a
Frattamaggiore.
Nella chiesa di S. Ingenuino viene celebrata la messa solamente nelle Domeniche.
Possiede una campanella per invitare i fedeli alle pra¬tiche sacre. Sull'entrata
vi è la seguente scritta:
GENTILITIUM HOC SACELLUM
SAC. CARMELUS PEZZULLO VINCENTII F.
SIBI SUISQUE COMPARAVIT.
A.R.S. MDCCCLXXXII.
Il Sac. Carmelo Pezzullo di Vincenzo preparò per sé e per i suoi questa cappella
gentilizia nell'anno del Signore 1882.
(1) L'organo ora non c'è più, ma potrebbe essere sostituito da un armonium.
Fonte: FRATTAMAGGIORE SACRA
libro di Pasquale Ferro
pubblicato nel 1974
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