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A cura di
Sirio Giametta
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Fra Michelangelo Vitale
Nacque a Frattamaggiore il 25 maggio del 1740 da
Domenico Vitale e Cecilia Marchese, tessitori per mestiere.
A ispirargli fin dalla tenera età sentimenti di bontà cristiana e d'amore
verso il prossimo sono i buoni genitori.
Infatti sin d'allora detti sentimenti emergono con chiarezza al punto che il
piccolo Michelangelo dona spontaneamente i bocconcelli di pane e quanto
altro il babbo e la mamma potessero avergli dato per merenda a suoi amici più
bisognosi.
A 21 anni compiuti senza farsi mai scuotere dalle attrattive del mondo,
cominciò a coltivare il distacco dai suoi per seguire in tutto Cristo.
Decide perciò, di frequentare il Convento di S. Caterina in Grumo Nevano e
scosso dalla vita aspra e penitente che i figli di S. Francesco conducevano,
moltiplicava i momenti di preghiera, quelli dell'ascolto della parola di Dio, i
suoi colloqui con Gesù Eucaristico, allorché lo riceveva entro il suo petto
arricchendo sempre di più il suo cuore di amore e di candore Filiale che nutriva
la devozione per la Beatissima Vergine Madre.
Certo della sua vocazione, si portò a Napoli presso il Convento dei Minori
Scalzi Alcantarini a chieder di essere ascoltato come laico in quell'istituto.
Viene accolto con il nome di battesimo di Pietro Isidoro e destinato come
novizio al Convento di Santa Maria Occorrevole di Piedimonte D'Alife e l'8
luglio del 1763 viene ammesso come fratello laico. Da ora il suo nome di
battesimo sarà cambiato il quelli di Fra Michelangelo di S. Francesco.
L'uomo di Dio, proteso verso le vette della santità vivendo di
austerità e di profonda umiltà e bontà, il 9 luglio del 1764 ammetterà i voti
solenni di povertà, castità ed obbedienza.
Non solo consacrerà la sua totale donazione a Dio ma giurerà come fratello
laico di trascorrere la sua vita nei lavori marmali a sollievo dei frati e
poiché fin dall'infanzia il suo mestiere era stato quello di lanaiuolo viene
subito invitato a Napoli dove da esperto servirà per tutta la vita nel Lanificio
del Convento di S.Lucia al Monte. Si impegna ad erigere nel mezzo del lanificio
una Cappella ed esporre un quadro sull'altare della Madonna Assunta in cielo di
cui era innamorato dall'infanzia per poter così consacrare a Lei ed al Figlio le
fatiche della Giornata e diffonderne il Culto.
E infatti per la sua bella iniziativa diviene un luogo di elevazione
spirituale la fama dell'uomo Santo giunge fino ai Reali di Napoli che spesso
andavano al Lanificio per venerare la Vergine Assunta e per offrire doni.
Fra Michelangelo trascorrerà nel lanificio più di 35 anni condividendo con i
poveri il pasto giornaliero alla portineria.
Visitava gli infermi negli ospedali con commovente affetto e quando il
prossimo a lui si rivolgeva per avere sollievo e conforto lo incoraggiava ad
affidarsi alla Vergine.
L'amore verso il prossimo fu così eccelso che gli fece addossare, che
meraviglia, i dolori e i travagli delle partorienti non sopportando che tanti
dolori dovessero travagliare le donne nel partorire, pregava Iddio che in loro
vece stesse lui male e sostenesse le pene.Tra queste partorienti vi fu la Regina
delle Due Sicilie; Maria Carolina d'Austria moglie di Ferdinando IV di Borbone.
A leggere la sua vita apprendiamo tante meraviglie di Fra Michelangelo. I
prodigi che seguirono la sua morte furono tanti. Alla notizia della sua morte
sulla bocca di tutti risuonava questo grido: É morto il Santo. Era il 10 luglio
del 1800, contava 50 anni.
Nel 1850 fu presentato da parte della Curia Arcivescovile di Napoli il
processo per l'introduzione della causa di Beatificazione ed il 2 agosto del
1855 Sua Santità Pio IX dichiarava Fra Michelangelo di S. Francesco venerabile.
Nel 1873 dallo stesso Papa Pio IX ci sarà la Causa della Beatificazione.
I frattesi suoi conterranei non si contentano di averlo meglio conosciuto.
Infatti, ci sta pensando il Parroco della Cattedrale di S. Sosio a
Frattamaggiore, Monsignore Don Angelo Perrotta che conscio della santità di Fra
Michelangelo sta promovendo molteplici manifestazioni religiose per far rivivere
il culto nella mente dei concittadini così da scuotere l'interesse della
conoscenza delle sue virtù e con l'aiuto di Dio averlo al più presto agli onori
dell'altare.
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