| E’ un avvertimento ed una esortazione ad essere oculati e
prudenti. La pittoresca locuzione, infatti, ammonisce a guardarsi da chi è
sempre pronto e abituato a sferrare il calcio traditore, che è una
caratteristica degli asini e dei muli pronti a scattare e a tirare zampate
con grandissima forza, ed all'improvviso, a chiunque osa accostarsi troppo al
loro didietro. In senso traslato il detto va inteso anche quale ammonizione a
non frequentare ignoranti, bastardi, testoni, zotici, sciocchi, poveri diventati
fortunosamente ricchi e quindi insuperbiti, o poveri di senno, ecc., perché
da siffatta gente non c'è da aspettarsi nulla di buono, ma soltanto danni e
ingratitudine. |
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