Dicette 'o sagrestano:  
« Acrus est, ma te l'hé 'a vévere! ».  
Disse il sagrestano: « E’ aspro, ma te lo devi bere! ».  
Un sagrestano, che, a torto, era stato redarguito dal Parroco, per ripicca gli preparò sull'altare, per la celebrazione della messa, l'ampollina con vino acidulo. Alle smorfie del prete nel bere quel vino acetoso, il sagrestano, ironico e soddisfatto, sogghignò: «E’ agro, lo so, ma, purtroppo, te lo devi bere, perché ormai è consacrato e non puoi più cambiarlo né buttarlo, perché sarebbe un gravissimo peccato! ».  
In tal modo si comporta chi vuole fare un dispetto a un Tizio dal quale è stato ingiustamente offeso o maltrattato, accostandogli, ad esempio, a sua insaputa, una sedia rotta, o soffiandogii l'innamorata, o rompendogli l'orologio, o pepandogli eccessivamente una minestra, ecc.  
   
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