'A mamma guarda 'a faccia, 'a mugliera guarda 'e mmane.
La mamma guarda la faccia, la moglie
guarda le mani.
Peccando sia pure di eccessivo mammismo,
la donna in qualità di madre vigile
e pensosa si preoccupa, e giustamente, non soltanto della salute fisica
e dello stato psichico e morale dei figli, ma anche di scrutarne il volto
che è, come suol dirsi, lo specchio dell'animo, la spia infallibile,
il campanello d'allarme che avverte quando sta per sopraggiungere qualche
malanno.
In qualita' di moglie, invece,
la donna si interessa a quello che il marito porta in casa di denaro o
di altre sostanze, perché, per la buona conduzione della detta casa,
è sulle spalle della consorte, in quanto tale, che cade quasi tutta
la responsabilità del ménage familiare.
PROVERBIO N. 48



'A lucerna senz'noglio
se stuta.
La lucerna senza olio si spegne.Qualsiasi
lume, a olio, ad acetilene, a petrolio, se non si alimenta in continuazione
del necessario combustibile, inevitabilmente si spegne. Così l'uomo
per vivere, lavorare, produrre, creare, ha bisogno di cibo materiale e
spirituale, nonché di opportune cure, se necessario. Così
anche l'amore.
PROVERBIO N. 49

A
ll'avaro lle pare ca pure
'o culo l'arrobba 'a cammisa.
L'avaro teme che persino il culo gli voglia
rubare la camicia. Per la sua natura gretta, taccagna e pidocchiosa;
per la sua diffidenza contro tutto e tutti,
l'avaro, che non mangerebbe per non defecare, vive sempre con il sospetto
e il timore d'essere privato delle sostanze, accumulate con ingordigia,
per la brama del possedere che non arretra, se del caso, neppure di fronte
all'azione disonesta. E' tale la sua radicata avarizia,e così grande
la sua paura d'essere derubato,che teme persino che il deredano gli possa
rubare la camicia,senza accorgersi che così vivendo si accorcia
inesorabilmente l'esistenza.In altre parole, qualsiasi spesa, qualsiasi
esborso di denaro non solo rendono le sue ore e le sue giornate drammaticamente
tese ma lo fanno soffrire con la stessa intensità di un dolore fisico.
Note: L'avaro fin dall'antichità
ha dato motivo letterario a commediografi illustri, come del resto tutta
la tipizzazione delle virtù e dei vizi umani. Nella letteratura
di tutti i tempi e nelle rappresentazioni teatrali l'avaro ha avuto un
grande sviluppo dovuto alla complessità del personaggio, che è
comico e grottesco e insieme tragico e doloroso nella sua estrema avidità
di possedere. Le più belle rappresentazioni del personaggio sono
in Aristofane, in Plauto , nel Molière
e nel Goldoni. E d'altra parte bisogna considerare che come le ricchezze
sono pericolose nelle mani dei prodighi, in quelle degli avari sono addirittura
inutili, perché essendo soltanto accumulate e tenute nascoste e
non impiegate invece in opportuni e sani investimenti sociali e industriali
esse sono infiuttifere.