Punti di vista

Lavorare in gruppo


La società moderna propone continuamente ed in maniera quasi imprescindibile il ricorso al lavoro di gruppo e/o a logiche di team nella progettazione e realizzazione di quasi tutte le attività.
Il lavoro in gruppo comporta vantaggi, ma anche rischi.
In un gruppo di lavoro il processo di formazione e ricerca  arricchisce le conoscenze, potenzia, stimola e valorizza le capacità e la creatività personale, favorisce l’instaurarsi di rapporti interpersonali.
Questi aspetti positivi possono essere ostacolati dai bisogni dei singoli e dai desideri soggettivi che influenzano negativamente la pluralità.
La difficoltà consiste, dunque, nel passaggio dalle modalità di funzionamento del “gruppo” a quella di “gruppo di lavoro”.

Nel gruppo di lavoro si opera per conseguire obiettivi comuni e si lavora con spirito di collaborazione, consapevoli di produrre benefici per tutti i membri.

Una pluralità di individui si incontra vivendo un’emergenza psicologica (chi sono gli altri? Cosa si aspettano da me? Sarò all’altezza del compito? Saprò farmi valere?…).
Tale emergenza spinge a creare alleanze con persone affini. In tal fase si sviluppa una coesione basata sulle uguaglianze, capaci, attraverso l’interazione, di creare legami che permettono il riconoscimento del gruppo.
Attraverso il “fare comune”, poi, i singoli membri del gruppo incominciano a creare interdipendenze e ad avviare un processo basato sulle differenze.
Si ha un passaggio qualitativo dall’interazione all’integrazione e alla nascita del gruppo di lavoro, in grado di garantire il raggiungimento di determinati scopi.
Si passa, dunque, da una visione sommatoria/distributiva delle competenze e capacità, ad una logica della specificità/complementarietà.
Importante per un gruppo di lavoro è saper amalgamare la dimensione operativa con  quella emotiva ed affettiva.
Quest’ultima può essere il collante vero in grado di consentire il cammino del gruppo nella costruzione di sinergie e di significati condivisi.
Gli elementi portanti che facilitano la costruzione del gruppo di lavoro sono:

elementi strutturali:
1. obiettivo (ben definito e comprensibile a tutti, accresce la motivazione dei singoli verso una partecipazione attiva);
2. metodo (il modo in cui si definisce l’obiettivo, si individua la strada da percorrere insieme, si realizza un compito);
3. funzioni e compiti (essi vanno attribuiti in base a obiettivi da perseguire come gruppo, competenze e capacità individuali, attitudini caratteriali dei singoli);
4. leadership (facilita i processi, coinvolge, motiva, guida, valorizza);

elementi processuali:
1. comunicazione (elemento fondamentale per la coesione del gruppo. Essa dovrà essere: trasparente, chiara, finalizzata, orientata al feed-back e all’ascolto attivo);
2. clima (non rigido e cristallizzato, ma di sostegno e di calore);
3. sviluppo/crescita (una pluralità di persone diventano un’unica entità che si arricchisce delle singole parti).

L’integrazione tra i membri può ritenersi l’intersezione tra gli elementi strutturali e quelli processuali del gruppo di lavoro, un collegamento tra la parte in superficie (obiettivo, metodo, funzioni) e quella sottostante (comunicazione, clima, crescita).
Determinante per la realizzazione dello sviluppo del gruppo di lavoro è il leader che ha il compito di assicurarsi che tutti i membri siano parte integrante del processo di crescita.
La gestione della leadership dovrà essere situazionale e quindi circolante, focalizzata sugli individui con competenze riconosciute in un determinato settore.
All’interno di un gruppo di lavoro è inevitabile che sorgano conflitti e contrasti; evitarli può rendere il lavoro sterile e banale.
La difficoltà maggiore non è riconoscere il conflitto, quanto saperlo gestire.
Le tensioni negative nascono dal vivere “l’altro” come minaccia, mettere in atto difese protese all’attacco e alla chiusura, lasciarsi prendere dalle dinamiche di potere e creare un clima cristallizzato, rigido e disaffettivo.

Come si può gestire il conflitto?

Costruire la fiducia rafforzando la relazione di base
(evitare le esagerazioni e la sfiducia, migliorare gli aspetti cooperativi).

Chiarire i conflitti basati su delusioni
(esplicitare le proprie aspettative).

Fare intervenire un arbitro che aiuti a negoziare
(chiarire malintesi e mettere l’accento su possibili soluzioni).

Proporre soluzioni di mediazione
(entrambe le parti vedono alcuni dei loro desideri soddisfatti).

Utilizzare tecniche e metodologie socio-affettive
(role playing, brainstorming, circle time e problem solving).

Lavorare bene insieme conviene:
Giochi a somma zero = uno vince e l’altro perde
Giochi a somma negativa = tutti perdono Giochi a somma positiva = nella logica della collaborazione e dello scambio tutti guadagnano, anche se in misura diversa.


Carmela Marchese
27 aprile 2003

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