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Ordine pubblico e sicurezza dei
cittadini… che fare?
In questi giorni abbiamo, sempre di più, modo di renderci conto che il nostro
territorio è preda di una illegalità diffusa che sembra non avere più argini.
Purtroppo quanto affermo, ove mai ce ne fosse bisogno, è ampiamente documentato
dai tanti fatti di cronaca (nera) che giorno dopo giorno leggiamo dai giornali.
E dobbiamo considerare che diventano cronaca giornalistica solo una minima parte
dei tanti fatti che accadono. Ma è ancora più inquietante considerare che, ormai
per tanti motivi, fra cui difficoltà burocratiche o anche sfiducia, si
denunciano solo una parte dei reati che avvengono. Questo è un dato gravissimo
che contribuisce a mantenerci in questo stato di cose. Se non si denunciano i
fatti, se non si collabora con le forze dell’ordine, in un clima di reciproca
fiducia e disponibilità, la situazione peggiora sempre più, e si finisce per
alimentare canali grigi che rafforzano ancor di più la criminalità, creando una
spirale perversa che rischia di soffocarci definitivamente. Chi va dall’amico
dell’amico per recuperare, pagando, la macchina rubata, o il maltolto di uno
scippo, o cose del genere, non ha più diritto di lamentarsi della criminalità,
perché lui stesso la “regolarizza” con il suo comportamento, la “riconosce”,
dandole dignità di interlocutore. Fatto gravissimo, che sempre più, per
superficialità, o altro, non viene più percepito come modalità sociale di grave
distorsione e anche, diciamocelo, di delegittimazione delle autorità
istituzionalmente preposte all’ordine pubblico.
Ma, dall’altro lato, le forze dell’ordine devono recuperare fiducia e stima da
parte dei cittadini, dando sempre più valore e risultati alle loro (sporadiche)
denunce. Qui siamo in presenza di una delle questioni più delicate di tutta la
problematica” Ordine pubblico”. E’decisivo recuperare su questo versante, se si
parte da questo allora la battaglia sarà sicuramente vinta. Non bisogna però
aspettare, sempre e solamente, le denunce da parte dei cittadini per attivarsi.
Se una volante o una macchina dei vigili passa, ad esempio, mentre si stanno
affiggendo manifesti abusivamente, cioè mancanti di timbro comunale comprovante
il pagamento della tassa di affissione, e talora anche su spazi non consentiti,
ci si può, anzi, ci si deve, fermare e sequestrali (invece, ogni cittadino può
testimoniare che c’è una parete nei paraggi del Liceo Classico che è un
monumento permanente all’illegalità). Così come se si passa davanti ad un
evidente passo carrabile abusivo, sempre per esempio, non si deve aspettare la
denuncia del vicino (magari intimidito) per procedere. Il problema è vastissimo
e non basterebbe tutto il giornale per parlarne. Pochi giorni fa una signora, al
ritorno a casa dopo una manifestazione pubblica sulla sede comunale (per la
Festa della donna), scippata e ridotta in fin di vita in un ospedale; ancora, un
camion che entra fin dentro il cimitero per rubare una statua nel recinto dei
Caduti; ancora, un imprenditore picchiato per aver resistito all’estorsione.
Articoli di giornale, per chi li legge. Segnali allarmanti di una degenerazione
sociale che sembra inarrestabile. Dicono: il parlamentare locale ha fatto un bel
manifesto “istituzionale” su questo argomento. Bene. Vorremmo però che fossero i
cittadini a far sentire la loro voce. Non ci si aspetti molto dalla politica
partitica locale, in questo momento in altre faccende affaccendata, verificando
i tanti muri di gomma e le tante sordità ad ogni appello. Ma le associazioni
culturali del territorio potrebbero fare molto.
Con uno sforzo di umiltà potrebbero raccordarsi in una nuova e più forte
iniziativa comune, su questi temi. Purtroppo, salvo poche eccezioni, queste
associazioni hanno rischiato di ridursi a chiedere contributi all’ amico su al
Comune per creare occasioni di passerelle per una visibilità strapaesana. Una
fiaccolata per la legalità potrebbe essere un segnale forte di voglia di
riscossa, per una nuova “ecologia sociale e politica” partendo proprio dai
temi, molto sentiti, dell’ ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini.
E’ morto assassinato un nostro concittadino, il sindacalista Federico Del Prete,
un moderno martire laico immolatosi per aver voluto credere possibile, anche nei
nostri territori, cose normali di una normale società. Al suo funerale, però,
non ho visto nessuno dei tanti “ospiti fissi “delle passerelle cittadine. Non
importa, ci sarebbe la possibilità di rimediare, magari organizzando una
fiaccolata, una sorta di commemorazione solenne, nel suo nome, per la legalità,
che partendo dall’ esempio di Federico, faccia gridare BASTA! ai tanti cittadini
frattesi che non si sentono rappresentati, che sono senza voce. Un BASTA! a
tutte le mafie, perché una società migliore è possibile, perché abbiamo il
dovere di farlo per noi e per i nostri figli..
Ci sono tante associazioni presenti in Città….speriamo che qualcuna prenda
l'iniziativa.
Franco Vitale
10 marzo 2002
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